domenica 31 gennaio 2016

Quinoa svuotafrigo

Questo non è un blog di cucina però ogni tanto mi piace postare ricette veloci e salutari, giusto per ricordare che mangiar bene è la prima cosa in assoluto che andrebbe consigliata, sia in periodi di salute che, a maggior ragione, quando siamo malati.
Quando nel 2009 ho subito un ricovero prolungato a causa di un incidente, sono rimasta totalmente colpita e basita dalla poca attenzione che le strutture (ospedale prima e clinica dopo) davano all'alimentazione. Come possibile nutrire allo stesso modo una persona allettata ed una no? Una ricoverata per un ictus e una per una protesi all'anca? Oggi c'è più attenzione ma la strada è ancora lunga... quanto ci sarebbe da lavorare!!!
Di domenica i tempi in casa nostra sono dilatati e sono più a misura: magari poter disporre delle giornate sempre in questa modalità, magari potersi svegliare quando lo chiede il corpo e non la sveglia!
Così oggi mi sono accorta che avevo un cuore di verza che chiamava attenzione e ho deciso di fare un buon piatto unico a base di quinoa. Ecco cosa ne è venuto fuori!


Gli ingredienti li avevo tutti in casa, pertanto questa è solo un'idea, basta davvero poco per preparare un buon piatto.
Dopo aver tagliato tutte le verdure che avevo in casa a pezzettini (in questo caso verza, patate, carote, cipollotto e piselli) le ho messe in una padella ampia con pochissimo olio: stando attenta alla cottura, ho salato, mescolato di tanto in tanto e ho aggiunto acqua all'occorrenza. Tengo sempre il coperchio appoggiato col mestolo di modo che il vapore non sia disperso e torni giù cuocendo le verdure, ma non sigillando totalmente...
Ho lavato la quinoa e fatta cucinare in un buon brodo vegetale (o anche solo in acqua salata) per un quarto d'ora, scolata e mescolata alle verdure.
A seconda del gusto le verdure si potranno cuocere piu al dente o meno, io ho messo in cottura tutto contemporaneamente e fatto cuocere per 30-40 minuti, le carote son rimaste croccanti mentre il resto si è cotto come a vapore.
La quinoa è erroneamente pensata come cereale, ma di fatto è una leguminosa, che cresce in Perù, sugli altipiani. Non contiene glutine ed è un alimento equilibratissimo, ricco di proteine, aminoacidi essenziali. E' ottimo per la crescita.
Le carote sono una fonte incredibile di carotene che interviene nei meccanismi della visione ed è utile nelle dermatosi. Tonica, remineralizzante, regolatrice intestinale, ipoglicemica.
La patata è una solanacea, contiene molto amido, sali, vitamica C e B1. Ricordo un uso tradizionale della mia nonna (e riscontrato in alcuni libri), cruda a fette come antinfiammatorio cutaneo e come rimedio per il mal di testa (applicata sui punti dove duole).
I piselli  sono molto energetici, tonificano la Milza in mtc e tonificano il qi aiutano e regolarizzano lo stomaco e le sue funzioni.

Alla fine basta poco: il tempo speso in cucina così è davvero tempo prezioso per la nostra salute!


Bibliografia:
- C. Trevisani, Fondamenti di Nutrizione, Enea



domenica 17 gennaio 2016

Le Campane Tibetane

Non basta un post per descrivere la meraviglia dell'incontro con le Campane Tibetane.
Oltre ad essere uno strumento che si "suona" perchè ogni campana possiede due note e due vibrazioni, le Campane sono la Possibilità di scoprirci come parte del Tutto, dell'Uno Universo. Siamo fatti di Ritmo e Vibrazione e il contatto con la Campana ci permette di conoscerci e di permettere a chi ci sta accanto di apprezzare una parte di sè sconosciuta.
Le vere campane tibetane sono strumenti che un tempo erano riservate ai guaritori tibetani, considerati dei veri e propri sciamani e sono la condensazione del mondo intero, la lega è infatti costituita da 7 metalli.
La forma è una metà del mondo, la metà femminile.
Il batacchio con cui si suona, è la parte maschile.
La Campana racchiude il Tutto, lo yin e lo yang, il maschile e il femminile.
Chiaramente i 7 metalli sono collegati ai sette pianeti:
Oro per il Sole
Argento per la Luna
Ferro per Marte
Mercurio per Mercurio
Stagno per Giove
Rame per Venere
Piombo per Saturno.
Non c'è guarigione se non c'è armonia con tutto ciò che ci circonda, col Cosmo tutto.

La mia esperienza è stata di grande scoperta: la Campana ti chiama e ti sceglie, e con essa devi abbandonare ogni pregiudizio (su te stesso innanzitutto).
Se non sei sgombro da paure, imbarazzo, terrore del giudizio, non è facile che si faccia suonare.
Una volta aperto questo mondo, diventa Cura per se stessi innanzitutto: solo dopo per gli altri, e i trattamenti che si possono fare anche solo con una campana, spaziano dalla riarmonizzazione dei chakra, alla pulizia dell'aura, al massaggio armonico.
E la Voce, diventa strumento inseparabile di accompagnamento.




Foto presa da Internet

domenica 10 gennaio 2016

Prima Luna dell'Anno

La Madre del Clan del Primo Ciclo Lunare, Parla con le Relazioni, ci insegna a entrare in rapporto con i nostri Cugini, le pietre e le piante; con i nostri Fratelli e le nostre Sorelle, le creature; e con i nostri simili umani di ogni razza e credo. Onorando tali rapporti con la nostra Famiglia Planetaria offriamo a noi stessi la libertà di essere l'anello di congiunzione tra il tangibile e l'intangibile, accedendo alla comprensione spirituale e alla gioia terrena della fisicità.


Tratto da: "La Ruota delle Lune", Jamie Sams, Il Punto d'Incontro

domenica 3 gennaio 2016

Come limitare i danni durante le Feste (Buon 2016!!!!)


Le Feste e i giorni di vacanza a casa, sono un grande toccasana per rigenerare mente e corpo. Il corpo tuttavia è alquanto “strapazzato” dal cibo che spesso mangiamo proprio in occasione del Natale.
Chi ha la fortuna di vivere in una famiglia che magari è vegana, o molto attenta, non ha certo di questi problemi. Ma chi, magari a fatica, è riuscito a mantenere un livello di “integrità alimentare” per il resto dell’anno, in questi giorni deve capitolare.


Il cibo per quanto mi riguarda, non è solo materia biochimica che introduco nel mio corpo; è convivialità, è amore, è adesione e coesione con l’ambiente che mi circonda, è permettere ad altri di occuparsi di me.
Il problema è che la nostra tradizione mette al primo posto i dolci con tantissimo zucchero, il pesce, la carne, e un’immensa varietà di salumi che sulle tavole natalizie incombe come non ci fosse un domani.
Su certi cibi davvero non ho nessun problema a dire no (vedi i salumi e la carne), ma pesce e dolci, un buon vinello, ahimè, sono moooolto difficili da rifiutare.
Seguendo il criterio che più di tutti gli altri nel corso dei miei studi ho ritenuto davvero valido ed intelligente (ovvero una macrobiotica rivisitata ed adattata alla nostra meravigliosa cucina italiana), i cibi non vanno valutati per l’apporto nutrizionale o biochimico, ma per la loro polarità: yin o yang.
Zucchero, alcool, frutta sono yin
Prodotti da forno, cibo animale, sale, sono yang.
Quello che dobbiamo ottenere durante una giornata è: EQUILIBRIO.
Non esagerare col cibo troppo yin, né con quello troppo yang (che crea più che altro accumuli duri da estirpare), e, se proprio non abbiamo voluto fare gli estremisti, cercare di limitare i danni.
Sicuramente la bevanda/rimedio che più di tutti ci soccorre in questi giorni è il mitico te KUKICHA.
Il Kukicha Uji è un Tè Verde Giapponese, prodotto nella regione di Uji, ottenuto utilizzando i rametti più sottili della pianta del thè ed è conosciuto anche come “Tè di Tre anni”, per via della sua preparazione. La pianta da cui si ottiene questo tè è la Camellia sinensis.
Il Kukicha è composto da una miscela di tre componenti della pianta del thè:
• rametti di tre anni di età tagliati dalla parte inferiore della pianta
• rametti più robusti, raccolti ogni dieci anni, generalmente in inverno
• rametti più sottili e foglie.
Ha proprietà diuretiche, ipoglicemizzanti e depurative del sangue.  
Totalmente privo di stimolanti aiuta il rilassamento, in questo periodo è consigliato berlo quotidianamente, perché alcalinizzante, soprattutto se ho abusato di cibi “acidi” (zucchero, caffe, carne, latticini ecc.)
Aiuta il funzionamento dei reni, bevuto caldo dopo il pasto favorisce la digestione, è adatto all’uso quotidiano. I rametti di tè vanno bolliti per circa dieci minuti se si vuole una bevanda più forte, altrimenti per una più leggera e gradevole bastano pochi minuti di infusione.
Ricco di minerali con molte proprietà salutari e di vitamine, molto ricco di ferro, calcio e vitamina A.

Contiene calcio, vitamina C, riduce la pressione arteriosa, aiuta la digestione, combatte la fatica, fa abbassare il livello di colesterolo, brucia i grassi e inoltre fa bene alla nostra pelle.

Insomma, io normalmente non riesco proprio a fare a meno di questo tè, in questo periodo ancor di più!

Buon Kukicha a tutti!



Bibliografia:
- C. Trevisani, Fondamenti di Nutrizione, Enea
- Corsi di Martin Halsey, La Sana Gola
- immagini prese dal web


domenica 13 settembre 2015

Il Miso


Quando parliamo di macrobiotica c’è ancora chi un po’ storce il naso, pensando a chissà quale disciplina o filosofia “new age”. In realtà se cerchiamo cosa voglia dire questa parola troviamo per esempio dal dizionario Treccani, che questo termine deriva dal greco
μακροβίωσις «lunga vita», μακροβίοτος «longevo»
e che il termine “è stato coniato da Georges Oshawa, per indicare una dottrina da applicare alla vita quotidiana, per assicurarsi la massima efficienza psicofisica. In particolare l’alimentazione è prevalentemente vegetariana, si avvale soprattutto di cereali integrali, altri prodotti che non abbiano subito manipolazioni e sofisticazioni, escludendo quindi zucchero, bevande ottenute industrialmente, i prodotti in scatola e i conservati in genere”.
Chissà quanti di voi stan vivendo in modo macrobiotico, oggi, e ancora non lo sapevano! 

Senza cadere negli estremismi, è sempre utile ed intelligente prendere da altre tradizioni cibi che possano aiutarci ed essere addirittura curativi! Uno di questi è il miso.



Il miso è un patè di colore marrone, fermentato e invecchiato.
La fermentazione dei cibi è un sistema molto antico utilizzato per la conservazione: durante il processo entrano in gioco diversi tipi di microrganismi, e il cibo, cosi trasformato, favorisce la flora batterica intestinale, oltre a modificare il valore nutritivo di quello stesso alimento.
Il miso è composto da soia, un cereale (di solito riso o orzo) e sale marino.
Si utilizza come condimento e nelle minestre. L’aspergillus orizae è il fungo che ci regala la fermentazione, e con essa enzimi vivi che migliorano la flora intestinale, ed un sacco di aminoacidi essenziali. Tutto ciò si traduce in miglioramento del metabolismo, vitalità di pelle e capelli, digestione, riduzione del colesterolo e miglioramento di circolazione venosa e pulizia dei vasi sanguigni.

In poche parole possiamo aggiungerlo ai piatti caldi pochi minuti prima di servirli (come ci consigliano su “Cucina Naturale” di questo mese), o preparare la classica zuppa di miso (perfetta come prima portata di pranzo o cena).





Ecco la ricetta:

5cm di alga wakame secca
1-2 cipolle tagliate a mezza rondella
prezzemolo o cipollotto
miso d’orzo o riso

Mettere a bagno la wakame per 5 minuti e tagliare a pezzettini. Aggiungere acqua fredda all’alga wakame e portare a bollore. Tagliare la cipolla e aggiungerla al brodo bollente. Lasciare cuocere 3-5 minuti fino a quando la cipolla è cotta e morbida. Diluire il miso (1 cucchiaino per persona o per tazza di brodo), aggiungere al brodo e sobbollire per 3-4 minuti. Guarnire con cipollotto o prezzemolo.
Possiamo aggiungere del tofu che si fa cuocere insieme alle verdure prima di aggiungere il miso.



Bibliografia:
- Catia Trevisani, Fondamenti di Nutrizione, Edizioni Enea
- Martin Halsey, Cucina che Cura, Edizioni La Sana Gola
- Cucina Naturale, settembre 2015, Tecniche Nuove

lunedì 20 luglio 2015

Una mandorla al giorno...

Sul numero di medicina naturale di aprile di quest'anno ho letto di uno studio condotto dalla Pennsylvania State University in merito all'assunzione regolare di mandorle.
Una manciata di mandorle al giorno potrebbe aumentare la durata e la qualità della vita.
Questo alimento è ricco di sostanze nutritive capaci di ridurre il colesterolo, mantenere la linea e allontanare il rischio di sviluppare una malattia cardiaca.
Sono state confrontate le diete di 52 persone in sovrappeso, di adulti di mezza età con colesterolo alto per 12 settimane. Metà dei soggetti ha mangiato per sei settimane dei muffin di banane che hanno fornito la stessa quantità di calorie delle mandorle intere naturali, mangiate invece dall'altra metà del gruppo.
La dieta a base di mandorle è stata associata a una riduzione significativa del grasso che si accomula sul girovita e sulle gambe. Inoltre si è ridotto il colesterolo e di conseguenza, la riduzione di rischio di sviluppare malattie cardiache.
Come spuntino o a colazione, non facciamocele mancare mai!




Fonte:
Medicina Naturale, Aprile 2015

giovedì 17 luglio 2014

La Lavanda

“Cioè lui (il medico) deve giudicare la medicina secondo gli astri, per capire gli astri superiori e quelli inferiori. Come la medicina è senza valore se non è dal cielo, essa deve essere derivata dal cielo… per esempio, tutto ciò che riguarda il cervello è condotto al cervello dalla Luna, ciò che riguarda la milza fluisce a quel posto con mezzi di Saturno, tutto ciò che riguarda il cuore è portato a questi con mezzi del Sole. In tal modo i reni sono governati da Venere, il fegato da Giove, la bile da Marte” (Paracelso).

La vita sulla nostra Terra è influenzata dai Pianeti, come già in passato si studiava e si sosteneva con certezza. Noi stessi ne siamo influenzati, come parte del Tutto-Universo e le Piante non sono da meno; risentono dell’influenza dei Pianeti e la loro segnatura sorge sotto la loro protezione.

La Lavanda è una pianta Mercuriale, e porta impresse le caratteristiche che contraddistinguono questo pianeta. Leggerezza, rapidità, sistema nervoso come organo elettivo di azione.

La parola lavanda deriva dal latino e suggerisce l’idea della purificazione e dei bagni curativi.
Anticamente viandanti e pellegrini la utilizzavano in mancanza di acqua per potersi lavare: si usavano manciate di fiori strofinandole energeticamente sul corpo. Oltre a ritrovarsi molto profumati erano anche in qualche modo “disinfettati” grazie alle sue proprietà antisettiche.
I Romani la utilizzavano nel bagno e furono probabilmente loro a introdurre la pianta in Europa.

Gli utilizzi e le forme di estrazione sono veramente tanti, ma tutti hanno in comune la grande capacità riequilibratrice; una sorta di “centratura” tipica di Mercurio.
Hermes, con il simbolo del caduceo, ci consegna infatti qualità di saggezza e di equilibrio.
Studiando floriterapia e fitoterapia rimango sempre affascinata da quanto le Piante ci siano utili: in tempi d’oro noi abbiamo saputo riconoscerle e positivamente sfruttarle, ottenendo benefici con differenti modalità di estrazione…  e tutte spesso hanno un filo conduttore.

Il botanico inglese Nicholas Culpeper, vissuto nel 1600, già ne parlava come erba governata da Mercurio e da utilizzare per il mal di testa, nelle affezioni da freddo e nei crampi. Rinforzante di stomaco, fegato e milza. I fiori, lasciati macerare nel vino venivano applicati sull’addome con un impacco per le persone con difficoltà urinarie o afflitte da meteorismo.

Della famiglia delle labiatae, l’infuso si usa ancora in tutti i casi di stanchezza, irrequietezza, disturbi del sonno, problemi gastrointestinali di origine nervosa; il bagno alla lavanda è consigliato in caso di disturbi circolatori funzionali.

L’olio essenziale varia leggermente, a seconda della tipologia di lavanda utilizzata.
La lavanda spigo (lavandula latifolia) è leggermente canforata, dalle note fresche ed erbacee. L’olio è un tonico cardiaco, mucolitico ed espettorante, sedativo. Adatto per i massaggi riscaldanti e nelle tensioni e nei dolori ai nervi.
La lavanda vera (lavandula angustifolia) è ricca di acetato di linalele e linalolo. E’ antispasmodica, antinfettiva, cicatrizzante e utile come rimedio di pronto soccorso. Dalle note dolci e floreali è il calmante per eccellenza. Contro le punture d’insetto e le ustioni può essere utilizzata sulla pelle anche pura.
La lavanda ibrida o lavandino, è meno canforata della lavanda spigo, ma con più linalolo. E’ un buon prodotto generalmente più economico, tonico e stimolante.
Eccellente rimedio nei colpi di sole; spalmato sulla pelle veicolato da olio o crema previene le scottature.

Gli oli essenziali sono “l’essenza” della pianta e il loro lavoro su di noi è davvero a tutto tondo. Agiscono a livello fisico, psichico e spirituale.

Per il suo potere antisettico, antiflogistico e cicatrizzante l’olio di lavanda può essere applicato su ferite e ulcere infiammate ed infatti il medico francese del 1900 e pioniere della fitoterapia Jean Valnet ne raccomandava l’uso nelle ulcere veneree, nelle ferite e nelle infezioni alla gola.

Nella visione botanica antroposofica, Pelikan ci dice che la pianta della lavanda ricerca il calore, e la luce. In fondo Mercurio è il pianeta più vicino al Sole… Secondo questo approccio la Lavanda stimola l’organizzazione dell’Io, e la sua tendenza è quella di dominare e calmare il corpo astrale. In questo senso la lavanda “tonifica i nervi”, calma, fa dormire, ma allo stesso tempo scioglie i crampi, combatte la debolezza, è vivificante. Azione e non-azione nello stesso tempo.

Anche Lavender, Fiore del Nord America, ha indicazione soprattutto su stanchezze e nervosismo ed in fitoterapia classica la tintura madre di Lavanda viene utilizzata contro irritabilità nervosa, disturbi gastrointestinali ed epatobiliari, disturbi genitourinari, tachicardia, ustioni.

Tutte queste proprietà erano già note anticamente, la scienza oggi, spesso, non fa che confermare ciò che le nostre nonne già sapevano.


Articolo che ho pubblicato sul notiziario dell'Unione di Floriterapia che puoi scaricare gratuitamente qui
http://www.unionedifloriterapia.it/wp-content/uploads/2009/05/Notiziario-luglio-2014.pdf